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Anna Valeria Frigerio

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Scrittura

Cosa resta quando finisce un libro?

Le pagine finiscono... alcune storie, invece, continuano a scrivere qualcosa dentro di noi.

Non ho mai pensato che un libro finisca davvero. C’è un momento in cui smetto di scriverlo, certo. Arriva l’ultima pagina, l’ultima revisione, il giorno in cui lo affido ad altre mani e so che, da lì in avanti, non mi apparterrà più nello stesso modo. Eppure per me non è una fine ma un cambiamento di voce. Per un po’ continuo a portarlo con me. Mi capita di ripensare a un personaggio mentre cammino, ritrovare una frase all’improvviso come se fosse rimasta sospesa da qualche parte in attesa di riaffiorare. Sorrido se penso a cosa ho scritto oppure mi viene tristezza. Poi, lentamente, quella presenza si fa più discreta e pian piano cambia semplicemente il modo di vivere dentro di me, si incolla alle pareti interne di ciò che sono e diventa parte di me.

Forse i libri assomigliano ai profumi. Li percepiamo per un istante e crediamo che siano svaniti, poi basta attraversare una stanza, sentire una nota familiare nell’aria, e tutto ritorna. Non soltanto il ricordo di un odore, ma il tempo che quell’odore custodiva.

Con i romanzi succede qualcosa di simile e restano lì da qualche parte, aspettano e poi, così, dal nulla, riemergono attraverso magari una parola ascoltata per caso e improvvisamente una pagina che pensavamo di avere dimenticato torna a respirare dentro di noi.

È per questo che non credo molto ai finali, preferisco credere ai ritorni, a quelle storie che continuano a camminarci accanto quando il libro è già tornato sullo scaffale. A quelle immagini che riappaiono nei momenti più impensati e ci fanno capire che, in qualche modo, quella lettura stava continuando anche senza di noi.

Forse è questo che rimane davvero, né trama, né il finale. O meglio, sì ma penso resti più prepotente quello sguardo leggermente diverso sul mondo. Per intenderci, se, dopo aver chiuso un mio romanzo, un lettore si fermasse un istante davanti alla luna, si lasciasse sorprendere da un profumo dimenticato, attraversasse una strada con una consapevolezza nuova o riconoscesse qualcosa di sé in un silenzio che prima gli sembrava vuoto, allora quella storia non è finita. Ha trovato un altro modo di continuare.